Get a site

Paul Celan – Corona

Tranquillo Cremona, Painter and model, 1872

Autumn nibbles its leaf right from my hand: we’re friends.
We shell time from the nuts and teach it to walk:
time turns back into its shell.

In the mirror is Sunday,
in dream goes sleeping,
the mouth speaks true.

My eye goes down to my lover’s loins:
we gaze at each other,
we say dark things,
we love one another like poppy and memory,
we slumber like wine in the seashells,
like the sea in the moon’s blood-beam.

We stand at the window embracing, they watch from the street:
It’s time people knew!
It’s time the stone consented to bloom,
a heart beat for unrest.
It’s time it came time.

It is time.

(Transl. by J. Felstiner)

Dalla mano l’autunno mi bruca una foglia:
è sua, siamo amici.
Facciamo sgusciare il tempo via dalle noci e gli
insegniamo ad andare:
il tempo si dirige all’indietro, nei gusci.

Nello specchio è domenica,
nel sogno potremo dormire,
la bocca in verità conversa.

Il mio occhio corre giù, fino al grembo
dell’amata:
ci guardiamo a vicenda,
ci diciamo oscure parole,
ci amiamo l’un l’altra come papavero e memoria,
dormiamo come vino nelle conchiglie,
come il mare nel chiaro-sangue di luna.

Abbracciati, stiamo alla finestra, ci vedono
su dalla strada:
è tempo, che si sappia!
E’ tempo, che la pietra si disponga a fiorire,
che l’ansia un cuore possa colpire.
E’ tempo, che sia tempo.

E’ tempo.

(Transl. by L. Gobbi)