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Dylan Thomas – Cerca la carne sulle ossa / Find meat on bones

Jan Toorop, The vagabonds, 1891

Find meat on bones that soon have none,
And drink in the two milked crags,
The merriest marrow and the dregs
Before the ladies’ breasts are hags
And the limbs are torn.
Disturb no winding-sheets, my son,
But when the ladies are cold as stone
Then hang a ram rose over the rags.
Rebel against the binding moon
And the parliament of sky,
The kingcrafts of the wicked sea,
Autocracy of night and day,
Dictatorship of sun.
Rebel against the flesh and bone,
The word of the blood, the wily skin,
And the maggot no man can slay.
The thirst is quenched, the hunger gone,
And my heart is cracked across;
My face is haggard in the glass,
My lips are withered with a kiss,
My breasts are thin.
A merry girl took me for man,
I laid her down and told her sin,
And put beside her a ram rose.
The maggot that no man can kill
And the man no rope can hang
Rebel against my father’s dream
That out of a bower of red swine
Howls the foul fiend to heel.
I cannot murder, like a fool,
Season and sunshine, grace and girl,
Nor can I smother the sweet waking.
Black night still ministers the moon,
And the sky lays down her laws,
The sea speaks in a kingly voice,
Light and dark are no enemies
But one companion.
War on the spider and the wren!
War on the destiny of man!
Doom on the sun!
Before death takes you, O take back this. 

Cerca la carne sulle ossa fra non molto
spolpate e bevi alle due munte rupi
il dolce midollo e la feccia,
prima che le mammelle delle dame
siano vizze e le membra brandelli.
Non profanare, figlio, i sudari, ma quando
vedrai le dame fredda pietra, appendi
una rosa d’ariete sugli stracci.
Ribellati alle leggi della luna
e al parlamento del cielo,
al governo del mare perverso
a tirannia del giorno e della notte,
a dittatura di sole.
Ribellati all’osso e alla carne,
a parola di sangue, ad astuzia di pelle,
e al verme che nessuno può ammazzare.
La sete è spenta, la fame placata,
e lungo il cuore ho uno spacco.
La faccia è smunta allo specchio,
le labbra smorte dai baci
ed è smagrito il mio petto.
Una ragazza allegra mi prese per uomo,
la stesi giù e le narrai il peccato,
le misi accanto una rosa d’ariete.
Il verme che nessuno può ammazzare
e l’uomo che nessuna corda impicca
si ribellano al sogno di mio padre
che da un ostello di rossi porci
ulula il sozzo demonio alle spalle.
Non posso come un pazzo assassinare
stagione e sole, grazia e ragazza,
né il mio dolce risveglio soffocare.
La nera notte amministri la luna,
il cielo detti pure le sue leggi,
il mare parli con voce regale:
non nemici ma un unico compagno
sono il buio e la luce.
Guerra al ragno e allo scricciolo!
Guerra al destino umano!
E distruzione al sole!
Prima che morte ti prenda, ah sconfessalo!