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Dylan Thomas – Elegy

Louis Édouard Fournier, The funeral of Shelley, 1889

Too proud to die; broken and blind he died
The darkest way, and did not turn away,
A cold kind man brave in his narrow pride

On that darkest day, Oh, forever may
He lie lightly, at last, on the last, crossed
Hill, under the grass, in love, and there grow

Young among the long flocks, and never lie lost
Or still all the numberless days of his death, though
Above all he longed for his mother’s breast

Which was rest and dust, and in the kind ground
The darkest justice of death, blind and unblessed.
Let him find no rest but be fathered and found,

I prayed in the crouching room, by his blind bed,
In the muted house, one minute before
Noon, and night, and light. The rivers of the dead

Veined his poor hand I held, and I saw
Through his unseeing eyes to the roots of the sea.

Troppo orgoglioso per morire, morì debole e cieco,
nel più oscuro dei modi, e non indietreggiò,
un uomo freddo; e gentile, coraggioso nel suo angusto amor proprio!

Nel più oscuro dei giorni. Oh,
possa egli per sempre
riposare sereno, finalmente,
sull’estrema collina
delle croci, sotto l’erba, in amore e qui tra i lunghi
stormi ringiovanire, e mai giacere smarrito

o inerte i giorni innumerevoli
della sua morte,
benché sopra ogni cosa desiderasse il seno di sua madre,

che era polvere e sonno, e nella terra cortese
la nera giustizia della morte,
cieca e sconsacrata.
che non trovi mai requie ma sia
generato e mantenuto,
pregai nella stanza accovacciante,
presso il suo cieco letto,
nella casa attutita, qualche secondo prima
di mezzogiorno, e col buio, e
alla luce. Il fiume dei morti
gli venava la povera mano che stringevo, e io vedevo
attraverso i suoi occhi senza lume
le radici del mare.