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Dylan Thomas – Orecchi ascoltano nelle torrette / Ears in the turrets hear

Karl Wilhelm Diefenbach, Isle of the Dead, 1905 ca

Ears in the turrets hear
Hands grumble on the door,
Eyes in the gables see
The fingers at the locks.
Shall I unbolt or stay
Alone till the day I die
Unseen by stranger-eyes
In this white house?
Hands, hold you poison or grapes?
Beyond this island bound
By a thin sea of flesh
And a bone coast,
The land lies out of sound
And the hills out of mind.
No birds or flying fish
Disturbs this island’s rest.
Ears in this island hear
The wind pass like a fire,
Eyes in this island see
Ships anchor off the bay.
Shall I run to the ships
With the wind in my hair,
Or stay till the day I die
And welcome no sailor?
Ships, hold you poison or grapes?
Hands grumble on the door,
Ships anchor off the bay,
Rain beats the sand and slates.
Shall I let in the stranger,
Shall I welcome the sailor,
Or stay till the day I die?
Hands of the stranger and holds of the ships,
Hold you poison or grapes? 

Orecchi ascoltano nelle torrette
mani che brontolano alla porta,
occhi negli abbaini vedono
le dita sui lucchetti.
Aprirò, o resterò
solo, fino alla morte,
ignoto ad occhi stranieri,
in questa bianca dimora?
Mani, recate grappoli o veleni?
Di là da quest’isola, cinta
da un magro mare di carne
e da una costa d’osso,
i campi e i colli si stendono
oltre la mente e il suono.
Uccello o pesce volante
non turba di quest’isola il riposo.
Orecchi in quest’isola ascoltano
passare il vento come un rogo,
occhi in quest’isola vedono
navi ancorarsi oltre il golfo.
Dovrò recarmi alle navi
col vento tra i capelli
o stare fino alla morte
senza mai salutare un marinaio?
Navi, recate grappoli o veleni?
Mani alla porta borbottano,
navi gettano l’ancora oltre il golfo,
la pioggia batte sulla rena
e sulle ardesie del tetto.
Lascerò entrare lo straniero?
Darò il mio benvenuto al marinaio?
O starò chiuso fino alla morte?
Mani dello straniero e stive delle navi,
recate grappoli o veleni?