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Dylan Thomas – Oh, fatemi una maschera / O Make Me A Mask

Aubrey Beardsley, Lucian's strange creatures, 1894

O make me a mask and a wall to shut from your spies
Of the sharp, enamelled eyes and the spectacled claws
Rape and rebellion in the nurseries of my face,
Gag of dumbstruck tree to block from bare enemies
The bayonet tongue in this undefended prayerpiece,
The present mouth, and the sweetly blown trumpet of lies,
Shaped in old armour and oak the countenance of a dunce
To shield the glistening brain and blunt the examiners,
And a tear-stained widower grief drooped from the lashes
To veil belladonna and let the dry eyes perceive
Others betray the lamenting lies of their losses
By the curve of the nude mouth or the laugh up the sleeve

Oh, fatemi una maschera e un muro
per nascondere alle spie
dei vostri occhi aguzzi e laccati e degli artigli occhialuti
lo stupro e la rivolta degli asili infantili del mio volto,
mordacchia d’ albero ammutito per bloccare contro i nemici 
scoperti
la lingua baionetta in questo indifeso pezzo da preghiera
(questa bocca) e la tromba delle
bugie soavemente sonata,
espressione di tonto scolpita in
quercia e in antica armatura
per proteggere il cervello corrusco
e smussare gli ispettori,
e un vedovile dolore unto di lacrime
languente dal ciglio
per velare la belladonna e lasciare che gli occhi asciutti
scorgano gli altri tradire le lagnose bugie delle loro sconfitte
con la curva della bocca nuda
e il sorriso sopra i baffi.