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Pablo Neruda – Me again

Salvador Dalì, Tuna fishing, 1967

I who wanted to talk

of a century inside the web

that is always my poem-in-progress,

have found only myself wherever I looked

and missed the real happening.

With wary good faith

I opened myself to the wind: the lockers,

clothes-closets, graveyards, the calendar months of the year,

and in every opening crevice

my face looked back at me.

The more bored I became

with my unacceptable person,

the more I returned to the theme of my person;

worst of all,

I kept painting myself to myself

in the midst of a happening.

What an idiot (I said to myself

a thousand times over) to perfect all that craft

of description and describe only myself,

as though I had nothing to show but my head,

nothing better to tell than the mistakes of a lifetime

Tell me, good brothers,

I said at the Fisherman’s Union,

do you love yourselves as I do?

The plain truth of it is:

we fishermen stick to our fishing,

while you fish for yourself (said

the fishermen): you fish over and over again

for yourself, then throw yourself back in the sea.

Io che volevo parlare del secolo
dentro questo rampicante,
che è il mio libro sempre nascente,
in ogni parte mi sono trovato
e mi sfuggivano i fatti.
Con buona fede che riconosco
ho aperto cassetti al vento,
gli armadi, i cimiteri,
i calendari coi loro mesi:
per le fenditure che s’aprivano
mi compariva il mio volto.

Per quanto stanco io fossi
della mia persona inaccettabile
tornavo a parlare di essa
e ciò che mi sembra peggiore
dipingendo un avvenimento
io dipingevo me stesso.
Che idiota sono, dissi mille volle,
praticando con maestria
le descrizioni di me stesso
come se non fosse esistito
niente di meglio che la mia testa,
nulla di meglio dei miei errori.

Voglio sapere, fratelli miei,
dissi all’Unione dei pescatori,
se tutti amano come me.
La verità – mi risposero –
è che noi peschiamo pesci
e tu peschi te stesso,
poi torni a ripescarti
e a gettarti di nuovo in mare.