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William Shakespeare – Sonnet 122

Tamara de Lempicka, The Polish girl, 1933
Thy gift, thy tables, are within my brain
Full charactered with lasting memory,
Which shall above that idle rank remain
Beyond all date, ev’n to eternity;
Or at the least, so long as brain and heart
Have faculty by nature to subsist;
Till each to razed oblivion yield his part
Of thee, thy record never can be missed.
That poor retention could not so much hold,
Nor need I tallies thy dear love to score;
Therefore to give them from me was I bold,
To trust those tables that receive thee more;
  To keep an adjunct to remember thee
  Were to import forgetfulness in me.

ll dono tuo, il quaderno, è dentro la mia mente
scritto tutto in memoria imperitura,
che assai più durerà di quelle vuote pagine,
oltre ogni termine, fino all’ eternità.
O almeno fino a che la mente e il cuore
avranno da natura la facoltà di esistere,
finchè al labile oblio non daran la lor parte
di te, il tuo ricordo non potrà cancellarsi;
quei miseri appunti non potrebbero tanto contenere,
né mi occorre un registro per segnare il tuo amore;
per questo ho osato dar via il tuo quaderno,
fidando invece in quello che meglio riceve.
Il tenere un qualcosa che serva a ricordarti
equivarrebbe a ammettere ch’io so dimenticarti.