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Walt Whitman – Poeti estinti, filosofi, preti / Dead poets, philosophs, priests

Paul Delvaux, The cortege, 1963
Dead poets, philosophs, priests,
martyrs, artists, inventors, governments long since,
language-shapers on other shores,
nations once powerful, now reduced, withdrawn, or desolate,
I dare not proceed till I respectfully credit what you have left 
wafted hither,
I have perused it, own it is admirable, (moving awhile among it,)
think nothing can ever be greater, nothing can ever deserve more 
than it deserves,
regarding it all intently a long while, then dismissing it,
I stand in my place with my own day here.
Here lands female and male,
here the heir-ship and heiress-ship of the world, here the flame of 
materials,
here spirituality the translatress, the openly-avow’d,
the ever-tending, the finale of visible forms,
the satisfier, after due long-waiting now advancing,
yes here comes my mistress the soul.

Poeti estinti, filosofi, preti,
martiri, artisti, inventori, governi d’un tempo,
forgiatori di lingue su altre rive,
nazioni un tempo potenti e ora indebolite, contratte o desolate,
io non oso procedere finché non v’abbia rispettosamente dato credito
di quanto avete lasciato sparso quaggiù,
io l’ho esaminato, riconosco che è ammirevole (essendovi passato in mezzo),
penso che mai nulla potrà essere più grande, nulla potrà mai
meritare più di quanto esso meriti,
mentre lo contemplo con attenzione, a lungo, e poi lo congedo,
io sto al mio posto coi miei giorni qui.
Qui terre femminili e maschie,
qui eredi e ereditiere del mondo, qui la fiamma della materia,
qui la spiritualità mediatrice, apertamente riconosciuta,
sempre protesa, il risultato delle forme visibili,
colei che soddisfa ed ora avanza dopo la debita attesa,
sì, ecco avanzare la mia signora, l’anima.