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Sergei A. Yesenin – Che notte! / Oh, what a night!

Kees van Dongen (1877-1968), Night

Oh, what a night! I cannot sleep.
The sky is moonlit. Well, I never!
It seems that I in my heart I keep
the youth that has been gone for ever.
My friend of frosted bygone years,
don’t call a game love and affection,
I’d rather have the moonlight rays
flow down upon my habitation.
And looking down from above
let it depict my features here, –
you cannot fall out of love
just like you couldn’t love me, dear.
We only love just once, you know,
so you are alien to me, strangely,
just like a lime tree, foot in snow,
is trying to attract us, vainly.
I know it well, you know it, too,-
what we can see at this late hour
is frost and snow appearing blue
and not the splendour of a flower.
We’we had our love, our time and day
each having someone to admire,
and now we’re fated anyway
to play affection, love, desire.
Come now, caress me, hold me tight,
kiss me with hot, pretended fervour,
and may I dream about the light
of spring and love that lasts forever.

Che notte! lo non posso.
Non riesco a ubriacarmi.
C’è un tale lume di luna!
E’ come se ancora custodissi
nell’anima la giovinezza perduta.
Amica dell’estati ormai fredde,
non chiamare il giuoco amore,
meglio che questo lume di luna
filtri sul mio guanciale.
Lascia che i tratti guastati
esso disegni arditamente:
tu non potrai disamare
così come non hai saputo amare.
Amare si può solo una volta,
e tu mi sei lontana
perché invano ci chiamano i tigli,
coi piedi affondati nei mucchi di neve.
Io so e lo sai anche tu
che in questo azzurro riflesso lunare,
in questi tigli non ci sono fiori:
su questi tigli c’è neve e brina.
Che più non ci amiamo da tempo,
tu non mi ami, io ne amo un’altra
e a tutti e due è indifferente
Giocare in un amore a buon mercato.
Ma anche se mi abbracci e accarezzi
coi baci di un’astuta passione,
il cuore eternamente sogni il maggio
e colei che per sempre io amo.
Amore mio! perdonami, perdonami,
niente io ho trascurato,
ma ciò che ho più caro sul cammino
è quello che per me è irripetibile.
Irripetibili siamo tu e io.
Morremo ed altri dopo noi verranno.
Ma saranno sempre diversi:
non sono tuo ormai, tu non sei mia.