Get a site

Salvatore Quasimodo – Thanatos Athanatos

Konrad Witz, Pietà, c. 1440

And shall we have to deny thee then, 
God of the tumors, God of the living 
flower, begin with a no to the obscure 
rock “I am”, consent to death
and on each tomb inscribe our only
certainty: “thanatos athanatos”?
Without a name to tell the dreams
the tears the furors of this man
defeated by still-open questions?
Our dialogue alters; now the absurd 
becomes possible. There, beyond 
the smoke of fog, within the trees
the potency of leaves awakes,
true is the river pressing on the banks.
Life is not dream. True is man
and his jealous plaint of silence.
God of silence, open solitude.

(Transl. by Allen Mandelbaum)

E dovremo dunque negarti, Dio
dei tumori, Dio del fiore vivo,
e cominciare con un no all’ oscura
pietra «io sono», e consentire alla morte
e su ogni tomba scrivere la sola
nostra certezza: «thanatos athanatos»?
Senza un nome che ricordi i sogni
le lacrime i furori di quest’uomo
sconfitto da domande ancora aperte?
Il nostro dialogo muta; diventa
ora possibile l’assurdo. Là
oltre il fumo di nebbia, dentro gli alberi
vigila la potenza delle foglie,
vero è il fiume che preme sulle rive.
La vita non è sogno. Vero l’uomo
e il suo pianto geloso del silenzio.
Dio del silenzio, apri la solitudine.