Give me your hand, still your breath, let’s rest Under this great tree where the breeze dies
Beneath grey branches, in broken sighs, The soft, tender rays of the moon caress.
Motionless, and lowering our eyes, Not thinking, dreaming. Let love that tires Have its moment, and happiness that expires, Our hair brushed by the owl as it flies.
Let’s forget to hope. Discreet, content, So the soul of each of us stays intent On this calm, this quiet death of the sun.
We’ll rest, silent, in a peaceful nocturne: It’s wrong to disturb his sleep, this one, Nature, the god, fierce and taciturn.
Dammi la mano, trattieni il respiro, sediamoci sotto quest’ albero gigante dove la brezza muore in sospiri ineguali sotto le grigie fronde che il pallido e dolce chiaro di luna carezza.
Immobili, chiniamo lo sguardo sulle ginocchia. Più non pensiamo, sogniamo. Lasciamoli perdere, la felicità in fuga e l’amore che si consuma, e i nostri capelli sfiorati dall’ ala dei gufi.
Dimentichiamo di sperare. Discreta e contenuta, l’anima d’ognuno di noi due prolunghi, questa calma e questa morte serena del sole.
Restiamo silenziosi nella pace notturna: non è bene disturbare nel suo sonno la Natura, questo dio feroce e taciturno.