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Octavio Paz – Parole in forma di polverio / Words in the shape of a cloud of dust

Leon Jan Wyczolkowski, Spring in Goscieradz, 1933

I open the window
 overlooking
 anywhere.
The window
 that opens
 inward.
The wind
 lifts
 snapshots mild, towers of dust swirling.
They are
 higher than this house.
They are
within this paper.
Fall and get up.
Before you say anything,
to fold the sheet disperse.
Whirlwinds of echoes
aspirated, inspired
by their own turn.
Now they open in another space.
They say
not what we said,
something else always another,
the same thing always.
Words of the poem,
that never say.
It is the poem to tell us.

Apro la finestra
che dà
su nessuna parte.
La finestra
che si apre verso dentro.
Il vento
solleva
istantanee lievi
torri di polvere turbinante.
Sono
più alte di questa casa.
Stanno dentro
questo foglio.
Cadono e si rialzano.
Prima di dire
qualcosa
al piegare il foglio
si disperdono.
Turbini d’echi
aspirati inspirati
dal loro proprio girare.
Adesso
si aprono in un altro spazio
Dicono
non ciò che dicemmo
un’altra cosa sempre altra
la stessa cosa sempre
Parole del poema
che giammai diciamo
È il poema a dire noi.