Get a site

Jorge Luis Borges – Sono i fiumi / There are rivers

Lelio Orsi, Mythological Deluge, c. 1556

We are time. We are that storied
parable from Heraclitus the Obscure:
We are water, not diamonds that endure.
We are lost forever, not merely buried.
We are the river. We are that same
Greek who saw his figure
changing in the water of a changing mirror,
in crystal shifting like a flickering flame.
We are the vain river that flows to the sea.
We are predetermined. Shadows hold us in their sway.
Everything says goodbye. Everything goes away.
Memory doesn’t mint its own currency.
And yet, there is something in us that remains.
And yet, there is something in us that complains.

Siamo il tempo. Siamo la famosa
parabola di Eraclito l’oscuro.
Siamo l’acqua, non il diamante duro,
che si perde, non quella che riposa.
Siamo il fiume e siamo anche quel greco
che si guarda nel fiume. Il suo riflesso
muta nell’ acqua del cangiante specchio,
nel cristallo che muta come il fuoco.
Noi siamo il vano fiume prefissato,
dritto al suo mare. L’ombra l’ha accerchiato.
Tutto ci disse addio, tutto svanisce.
La memoria non conia più monete.
E tuttavia qualcosa c’è che resta
e tuttavia qualcosa c’è che geme.