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Jorge Luis Borges – Felicità / Happiness

Ferdinand Hodler, The day, III, 1910

Whoever embraces a woman is Adam. The woman is Eve.
Everything happens for the first time.
I saw something white in the sky. They tell me it is the moon, but
 what can I do with a word and a mythology.
Trees frighten me a little. They are so beautiful.
The calm animals come closer so that I may tell them their names.
The books in the library have no letters. They spring forth when I open them.
Leafing through the atlas I project the shape of Sumatra.
Whoever lights a match in the dark is inventing fire.
Inside the mirror an Other waits in ambush.
Whoever looks at the ocean sees England.
Whoever utters a line of Liliencron has entered into battle.
I have dreamed Carthage and the legions that destroyed Carthage.
I have dreamed the sword and the scale.
Praised be the love wherein there is no possessor and no possessed, but both surrender.
Praised be the nightmare, which reveals to us that we the power to create hell.
Whoever goes down to a river goes down to the Ganges.
Whoever looks at an hourglass sees the dissolution of an empire.
Whoever plays with a dagger foretells the death of Caesar.
Whoever dreams is every human being.
In the desert I saw the young Sphinx, which has just been sculpted.
There is nothing else so ancient under the sun.
Everything happens for the first time, but in a way that is eternal.
Whoever reads my words is inventing them.

Chi abbraccia una donna è Adamo. La donna è Eva.
Tutto accade per la prima volta.
Ho visto una cosa bianca in cielo. Mi dicono che è la luna, ma
cosa posso fare con una parola e una mitologia?
Gli alberi quasi mi impauriscono. Sono così belli.
Sereni gli animali si avvicinano affinché io pronunci il loro nome.
I libri della biblioteca non hanno lettere. Queste appaiono quando li apro.
Sfogliando l’atlante progetto la forma di Sumatra.
Chi accende un fiammifero al buio sta inventando il fuoco.
Nello specchio c’è un altro che mi spia.
Chi guarda il mare vede l’Inghilterra.
Chi pronuncia un verso di Liliencron partecipa alla battaglia.
Ho sognato Cartagine e le legioni che desolarono Cartagine.
Ho sognato la spada e la bilancia.
Sia lodato l’amore che non ha né possessore né posseduto, ma in cui entrambi si donano.
Sia lodato l’incubo che ci rivela che possiamo ricreare l’inferno.
Chi fa il bagno in un fiume è immerso nel Gange.
Chi guarda una clessidra vede la dissoluzione di un impero.
Chi gioca con un pugnale prevede la morte di Cesare.
Chi dorme è tutti gli uomini.
Ho visto nel deserto la giovane Sfinge appena scolpita.
Non c’è nulla di antico sotto il sole.
Tutto accade per la prima volta, ma in un modo eterno.
Chi legge le mie parole le sta inventando.