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John Donne – Twicknam garden

Maximilian Lenz, A world, 1899

Blasted with sighs, and surrounded with tears,
hither I come to seek the spring,
and at mine eyes, and at mine ears,
receive such balms as else cure every thing.
 But O ! self-traitor, I do bring
the spider Love, which transubstantiates all,
and can convert manna to gall;
and that this place may thoroughly be thought
true paradise, I have the serpent brought.
‘Twere wholesomer for me that winter did
benight the glory of this place,
and that a grave frost did forbid
these trees to laugh and mock me to my face;
but that I may not this disgrace
endure, nor yet leave loving, Love, let me
some senseless piece of this place be;
make me a mandrake, so I may grow here,
or a stone fountain weeping out my year.
Hither with crystal phials, lovers, come,
and take my tears, which are love’s wine,
and try your mistress’ tears at home,
for all are false, that taste not just like mine.
Alas ! hearts do not in eyes shine,
nor can you more judge women’s thoughts by tears,
than by her shadow what she wears.
O perverse sex, where none is true but she,
who’s therefore true, because her truth kills me.

Di sospiri riarso, di lacrime inondato,
vengo qui in cerca della primavera.
Agli orecchi, agli occhi mi si danno
balsami, universale farmaco.
Ma traditore di me stesso porto
il ragno amore che tutto transustanzia,
che in fiele sa – trasmutare la manna.
E perché il luogo possa essere detto
Paradiso Perfetto, il serpente vi ho portato.
Migliore cura sarebbe se l’inverno
facesse notte di questo luogo di gloria,
se un gelo di morte agli alberi impedisse
di ridere, di irridermi sul volto.
Ma perché io non debba subire questo oltraggio,
e insieme possa continuare ad amare, amore,
fa’ che io sia qualcosa di insensibile che qui appare,
fammi mandragola, che io possa gemere,
o fonte di pietra, che possa sempre piangere.
Con fiale di cristallo venite amanti,
raccogliete le mie lacrime, vino d’amore.
A casa provate le lacrime dell’amata,
sono false quelle che non hanno delle mie il sapore.
I cuori più non risplendono negli occhi,
o impossibile dalle lacrime divisare
la donna, la sua mente, più che dall’ombra
l’abito che veste.
Sesso perverso, una soltanto è fedele – lei,
ma perché di fedeltà mi uccide.