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Giosuè Carducci – Traversando la Maremma toscana / Crossing the Tuscan Maremma

Elihu Vedder, Peasant girl spinning, 1867

Sweet country side whose impress I retain
in my wild ways and my disdainful song,
my breast where love and hate ne’er slumber long,
how leaps my heart beholding thee again:
I see familiar forms of hill and plain
with eyes uncertain, as I trace the throng
of magic visions that to youth belong,
if they should glow with smiles or gloom with pain.
O vain was what I loved and vain my dream,
ever I ran, but never reached the goal.
To-morrow I shall fall ; but far-off gleam
the hills above the mists that round them roll;
thy verdant plain where morning showers beam
with laughter, speaking peace unto my soul.

Dolce paese, onde portai conforme
l’abito fiero e lo sdegnoso canto
e il petto ov’odio e amor mai non s’addorme,
pur ti riveggo, e il cor mi balza in tanto.
Ben riconosco in te le usate forme
con gli occhi incerti tra ’l sorriso e il pianto,
e in quelle seguo de’ miei sogni l’orme
erranti dietro il giovenile incanto.
Oh, quel che amai, quel che sognai, fu in vano;
e sempre corsi, e mai non giunsi il fine;
e dimani cadrò. Ma di lontano
pace dicono al cuor le tue colline
con le nebbie sfumanti e il verde piano
ridente ne le pioggie mattutine.