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Edgar Allan Poe – The happiest day

Lorenzo Lotto, Allegory of Chastity, c.1506

The happiest day- the happiest hour
My sear’d and blighted heart hath known,
The highest hope of pride and power,
I feel hath flown.
Of power! said I? yes! such I ween;
But they have vanish’d long, alas!
The visions of my youth have been-
But let them pass.
And, pride, what have I now with thee?
Another brow may even inherit
The venom thou hast pour’d on me
Be still, my spirit!
The happiest day- the happiest hour
Mine eyes shall see- have ever seen,
The brightest glance of pride and power,
I feel- have been:
But were that hope of pride and power
Now offer’d with the pain
Even then I felt- that brightest hour
I would not live again:
For on its wing was dark alloy,
And, as it flutter’d- fell
An essence- powerful to destroy
A soul that knew it well. 

Il giorno più felice – l’ora più felice 
questo mio inaridito cuore ha già conosciuto; 
ogni più alta speranza di trionfo e d’ orgoglio 
sento ch’ é fuggita via. 
Trionfo? oh sì, così fantasticavo; 
ma da gran tempo svanirono ormai 
le visione di quel mio giovanile tempo – 
e sia pur così. 
E quanto a te, orgoglio, che dirti? 
Erediti pure un’altra fonte 
quel veleno che approntasti per me – 
Ora acquietati, o mio spirito. 
Il giorno più felice – l’ora più felice – 
che quest’occhi avrebbero visto – hanno già visto, 
il rifulgente sguardo di trionfo e d’ orgoglio 
sento che é spento ormai. 
Ma mi fosse pur riofferta quella speranza 
di trionfo e d’ orgoglio, e con la pena 
che allora avvertivo – quella fulgente ora 
io non vorrei riviverla: 
giacche’ oscure scorie erano su quelle ali 
e, al loro agitarsi, una maligna essenza 
ne pioveva – fatale per un’ anima 
che già l’ ha conosciuta.