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Bertolt Brecht – A coloro che verranno / To Those Born Later

Jean-Michel Basquiat, Profit, 1982

Truly I live in dark times!
The guileless word is folly. A smooth forehead
suggests insensitivity. The man who laughs
has simply not yet heard
the terrible news.
What kind of times are these, when
to talk about trees is almost a crime
because it implies silence about so many horrors?
When the man over there calmly crossing the street
is already perhaps beyond the reach of his friends 
who are in need?
It’s true that I still earn my daily bread
but, believe me, that’s only an accident. Nothing
I do gives me the right to eat my fill.
By chance I’ve been spared. (If my luck breaks, I’m lost.)
They say to me: Eat and drink! Be glad you have it!
But how can I eat and drink if I snatch what I eat
from the starving
and my glass of water belongs to someone dying of thirst?
And yet I eat and drink. 
I would also like to be wise.
In the old books it says what wisdom is:
to shun the strife of the world and to live out
your brief time without fear
also to get along without violence
to return good for evil
not to fulfill your desires but to forget them
is accounted wise.
All this I cannot do.
Truly, I live in dark times. (…)
You who will emerge from the flood
in which we have gone under
bring to mind
when you speak of our failings
bring to mind also the dark time
that you have escaped.  Changing countries more often than our shoes,
we went through the class wars, despairing
when there was only injustice, no outrage.
And yet we realized:
hatred, even of meanness
contorts the features.
Anger, even against injustice
makes the voice hoarse. O, We who wanted to prepare the ground for friendship
could not ourselves be friendly. 
But you, when the time comes at last
when man is helper to man
think of us
with forbearance.

Veramente, vivo in tempi bui!
La parola disinvolta é folle: una fronte liscia
indica insensibilità. Colui che ride
probabilmente non ha ancora ricevuto
la terribile notizia.
Che tempi sono questi in cui
un discorso sugli alberi è quasi un reato
perché comprende il tacere su così tanti crimini?
Quello lì che sta tranquillamente attraversando la strada
forse non é più raggiungibile per i suoi amici che soffrono?
È vero: mi guadagno ancora da vivere
ma credetemi: è un puro caso. Niente 
di ciò che faccio mi dà il diritto di saziarmi.
Per caso sono stato risparmiato. (Quando cessa la mia fortuna sono perso.)
Mi dicono: “Mangia e bevi! Accontentati perchè hai!”
Ma come posso mangiare e bere se
ciò che mangio lo strappo a chi ha fame, e
il mio bicchiere d’ acqua manca a chi muore di sete?
Eppure mangio e bevo.
Mi piacerebbe anche essere saggio.
Nei vecchi libri scrivono cosa vuol dire saggio:
tenersi fuori dai guai del mondo e passare
il breve periodo senza paura.
Anche fare a meno della violenza
ripagare il male con il bene
non esaudire i propri desideri, ma dimenticare
questo è ritenuto saggio.
Tutto questo non mi riesce:
veramente, vivo in tempi bui! (…)
Voi, che emergerete dalla marea
nella quale noi siamo annegati
ricordate
quando parlate delle nostre debolezze
anche i tempi bui ai quali voi siete scampati.
Camminavamo, cambiando più spesso i paesi delle scarpe,
attraverso le guerre delle classi, disperati,
quando c’era solo ingiustizia e nessuna rivolta.
Eppure sappiamo:
anche l’odio verso la bassezza
distorce i tratti del viso.
Anche l’ira per le ingiustizie
rende la voce rauca. Ah, Noi
che volevamo preparare il terreno per la gentilezza
noi non potevamo essere gentili.
Ma voi, quando sarà venuto il momento
in cui l’uomo è amico dell’uomo
ricordate noi
con indulgenza.