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Anna Akhmatova – Dedica / Dedication

Ivan Fedorovich Choultsé (1874-1939), March night, Russia

Mountains fall before this grief,
A mighty river stops its flow,
But prison doors stay firmly bolted
Shutting off the convict burrows
And an anguish close to death.
Fresh winds softly blow for someone,
Gentle sunsets warm them through; we don’t know this,
We are everywhere the same, listening
To the scrape and turn of hateful keys
And the heavy tread of marching soldiers.
Waking early, as if for early mass,
Walking through the capital run wild, gone to seed,
We’d meet – the dead, lifeless; the sun,
Lower every day; the Neva, mistier:
But hope still sings forever in the distance.
The verdict. Immediately a flood of tears,
Followed by a total isolation,
As if a beating heart is painfully ripped out, or,
Thumped, she lies there brutally laid out,
But she still manages to walk, hesitantly, alone.
Where are you, my unwilling friends,
Captives of my two satanic years?
What miracle do you see in a Siberian blizzard?
What shimmering mirage around the circle of the moon?
I send each one of you my salutation, and farewell.

Davanti a questa pena s’incurvano i monti,
Non scorre il grande fiume,
Ma tenaci sono i chiavistelli del carcere,
E dietro ad essi le “tane dell’ergastolo”
E una mortale angoscia.
Per chi spiri il vento fresco,
Per chi sia delizia il tramonto,
Noi non sappiamo, siamo ovunque le stesse,
Sentiamo solo l’odioso strider delle chiavi
E i passi pesanti dei soldati.
Ci si alzava come a una messa mattutina,
Si andava per la capitale abbandonata,
Là ci s’incontrava, più inanimate dei morti,
Il sole più in basso e piu’ nebbiosa la Neva,
Ma la speranza canta sempre di lontano.
La condanna… E subito sgorgano le lagrime,
Ormai divisa da tutti,
Come se con dolore la vita dal cuore le strappassero.
Come se con rozzezza la rovesciassero indietro,
Ma cammina… Barcolla… Sola…
Dove sono ora le amiche occasionali
Di questi due miei anni maledetti?
Che appare loro nella bufera siberiana,
Che balugina nel disco lunare?
A loro invio il mio saluto d’addio.