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Andrea Zanzotto – Quanto a lungo / How long

Leonora Carrington, Portrait of Max Ernst, 1939

How long between the grain and the wind
of those garrets
higher, more spun out than the sky,
how long I have left you
my writings, my withered risks.
With angel and chimera
with ancient instrument,
with the diary and the drama
the nights play by turns with the sun.
I left you up there to save
from the cauterizing light
my uncertain roof
the disoriented gables,
terraces where the crazed hail walks:
you, only shadow in winter,
shadow among the ice-demons.
Moths and noxious butterflies
rats and moles descending to hibernate
taught and refined you,
Sagittarius and Capricorn
slanted cold lances at you
and Aquarius tempered in its silences
in its transparencies
a year dripping with blood, an inexplicable
loss of mine.

(Transl. by Ruth Feldman and Brian Swann)

Quanto a lungo tra il grano e tra il vento
di quelle soffitte
più alte, più estese che il cielo,
quanto a lungo vi ho lasciate
mie scritture, miei rischi appassiti.
Con l’angelo e con la chimera
con l’antico strumento
col diario e col dramma
che giocano le notti
a vicenda col sole
vi ho lasciate lassù perché salvaste
dalle ustioni della luce
il mio tetto incerto
comignoli disorientati
le terrazze ove cammina impazzita la grandine, ombra unica dell’inverno,
ombra tra i demoni del ghiaccio.
Tarme e farfalle dannose
e talpe scendendo al letargo
vi appresero e vi affinarono,
voi sagittario e capricorno
inclinarono le fredde lance
e l‘acquario temperò nei suoi silenzi
nelle sue trasparenze
un anno stillante di sangue, una mia
perdita inesplicabile.
Già per voi con tinte sublimi
di fresche antenne e tetti
s’alzano intorno i giorni nuovi,
già alcuno s’alza e scuote
le muffe e le nevi dai mari;
e se a voi salgo per cornici e corde
verso il prisma che vi discerne
verso l’aurora che v’ospita,
l mio cuore trafitto dal futuro
non cura i lampi e le catene
che ancora premono ai confini.